Pezzi di me

notate il libro

Mi chiamo Federica Torresan e studio Filosofia presso l'Università di Macerata

La filosofia è da sempre la mia passione e pian piano spero diverrà il mio lavoro la mia motivazione, la mia forza, la mia vita.

Qui esprimo ciò che penso, ciò che ho in mente andando avanti e formandomi.

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Buona permanenza a tutti💖

Sogni o realtà?

Riequilibrando il caos con la rettitudine si ottiene la normalità, ma la normalità può essere anche un "caos ordinato"

Meglio vivere nel caos che genera pazzia o piuttosto che rimpiangere di non aver fatto follie a causa della razionalità?

Il concetto di Never grow up è semplice, un sognatore che non ha mai smesso di credere nella sua realtà di fanciullo.

È la dimensione del nostro bambino interiore che nonci abbandona mai💖

Il pensiero e il suo significato

Che cosa vuol dire pensare? Si riesce davvero a dare una sua spiegazione razionale?

Fin dall’alba dei tempi gli antichi greci distinguevano due tipi di pensiero: quello filosofico e quello celato dietro al mito, guidati dal loro "filo rosso", il logos.

 

Parmenide fu il primo ad esporre le sue idee in tale materia: “non si puo’ pensare il nulla, ogni pensiero è frutto di un altro pensiero e l’oggetto del pensiero è esso stesso il pensiero”; esso è una dimensione in cui pensante e pensato coincidono, una dimensione ontologica , totalmente apofatica, alla quale non si puo’ attribuire alcun significato.

 

Con Socrate il pensiero è finalmente attribuito non più ad un oggetto ma all' uomo, tale caratteristica è alla base di tutta la filosofia occidentale post-socratica.

 

Platone, partendo dagli insegnamenti del suo maestro, prese spunto per formulare la “idea” sul significato di pensiero e lo suddivide in:

 1.intuitivo: capace di cogliere più propriamente la verità dell'Essere, che per lui coincide con le Idee ,corrispettivo del daimon

 2.logico-dialettico: basato sul ragionamento discorsivo e sulla confutazione dell'errore, corrispettivo della maieutica.

 

Aristotele, in seguito, ci illustra le sue  due possibili soluzioni a tale dilemma:  

1.il pensiero intuitivo-intellettivo (o noético), capace di cogliere le essenze universali delle realtà che ci circondano, astraendole dal loro aspetto particolare e sensibile

 2.il pensiero logico-sillogistico, che da quei princìpi primi fa scaturire delle conclusioni coerenti con le premesse, scendendo a definire e catalogare il molteplice.

 

La caratteristica comune che hanno i filosofi sovracitati è la loro concezione dell’ essere e del pensiero: entrambi visti in scala gerarchica, partendo dalla potenza per arrivare all’atto; è funzione dell’ organismo umano che parte dai sensi (intelletto potenziale) e si trasforma tramite l’intervento su di esso dell’ intelletto attivo, da dove hanno origine le forme del pensiero causate da un fattore divino; a fine di tale processo si ha infine l’autocoscienza pura, fine a se stessa e “pensiero di pensiero” appartenente al puro atto che è Dio.

 

Alla base di ciò sovviene quindi alla mente una riflessione del tutto spontanea e che sollecita la mente: com’è possibile che un atto così spontaneo e naturale crei, fin dall’alba dei tempi, un tale dilemma? Possibile che il problema non troverà mai una soluzione? Nella società odierna valgono ancora tali concetti o l’uomo non è più al centro dell’ essere?

 

Nel mondo di oggi il pensiero è diventato quasi uno sconosciuto in quanto molti sono “preimpostati” e abituati a pensare per stereotipi, generalizzando le proprie esperienze personali come “pensiero comune”.

 

A mio avviso ognuno dovrebbe aver modo di pensare e ragionare senza tali schemi per crearsi una propria identità pensante con cui andare avanti per tutta la vita; uno dei filosofi più grandi di sempre però ha avuto un’ intuizione geniale che ancora oggi vale e regna sovrana: il pensiero assoluto indicibile e non conoscibile deriva da Dio, colui che crea e pensa l’uomo senza mai dover chiedere nulla a nessuno.

 

Nel mondo moderno è ancora in auge e di moda tale pensiero tanto da creare ancora accesi dibattiti filosofici.

 

Ci fu un’ epoca in cui il pensare divenne il “centro del mondo” , l’ Illuminismo, da dove nasce una delle correnti di pensiero più attive mai viste in millenni di dibattiti filosofici.

 

La mia domanda è questa: torneremo ad essere così attivi? Lo scopriremo solo pensandoci su!